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I Grandi Duelli

in onda Venerdì 29 Agosto 2014 alle 23:40

«Sfide» racconta i grandi duelli dello sport.

E la finale di basket alle Olimpiadi di Monaco ’72 è uno di questi. Un duello enorme, gigantesco, con grandi campioni sul campo e la guerra fredda sullo sfondo. Usa-Urss diventa una partita epocale:  a tre secondi dal fischio finale, gli americani pensano di avere la vittoria in tasca e invece, tra infinite discussioni, saranno proprio i russi ad esultare. a esultare.

Le «voci» sono quelle di Tom McMillen, che giocò in Italia, e Jim Forbes, anche lui protagonista di quella storico match.

Quando il duello si trasforma anche in confronto umano, facendo emergere caratteri, diversità, stili di vita opposti, quello è il momento di mettersi comodi e godersi il “film”. E non è un caso che da una rivalità come quella tra Niki Lauda e James Hunt, duellanti nel ’76, Ron Howard abbia tratto «Rush», una pellicola di grande successo. Per raccontarvi la vera storia dei due grandi piloti, «Sfide» ha catturato tre protagonisti-chiave di quella vicenda: Ermanno Cuoghi, storico capo meccanico di Lauda e grande amico personale, l’ingegner Mauro Forghieri, il capo del team, il custode supremo della grande storia di Maranello, e Daniele Audetto, che proprio quella stagione sostituì Luca di Montezemolo alla direzione sportiva.

E siamo ancora nel mondo degli opposti quando parliamo di due campioni come il sovietico Sergej Bubka e il francese Thierry Vigneron, straordinari saltatori con l’asta. È il 1984 e tra i due c’è una rivalità aspra e dichiarata, visto che prima dell’avvento di Bubka il campione del mondo era proprio Vigneron.  Si ritrovano al Golden Gala di Roma e non ci mettono molto a restare gli unici duellanti. In una frenetica scalata al “potere” si avvitano sino a 5,81… ma è solo l’inizio. Da lì, in un crescendo emozionante, si arriva al salto mondiale di 5,91: Bubka fallisce, Vigneron lo centra. Ma rimarrà mondiale per pochi minuti, giusto il tempo di guardare il sovietico volare a 5,94 e chiudere la pratica.

E ora torniamo alle Olimpiadi, quelle di Barcellona ’92: c’è in gioco la medaglia d’oro della pallanuoto e «ovviamente» c’è in finale la nostra Nazionale, il Settebello del grande Ct Ratko Rudic. Gli avversari sono gli spagnoli. Peggio non poteva andare. Sono i padroni di casa e hanno un giocatore fenomenale come Estiarte, vero artista delle piscine. È una partita-cardiopalmo, che come per Usa-Urss si risolverà negli ultimi secondi. Scorrete gli annali e scoprirete il vincitore. Parla il grande Estiarte e il pacchetto di mischia dei nostri (allora) ragazzi: Silipo, Gandolfi e Ferretti. E naturalmente il grande Ratko.

Nei grandi duelli non può mancare il calcio, naturalmente. Il territorio prescelto è di antica polemica, asse Roma-Juve. Siamo negli anni ’80, ma la classifica di queste settimane ci ripropone in vetta proprio le “Due Regine”.  Si partirà, e come non farlo, dal famosissimo gol di Turone annullato a Torino (era regolare) del campionato 80/81, per poi codificare un paradosso: che spesso chi perde tra Roma e Juve, poi vince lo scudetto. Così nell’83 e nell’86. Sergio Brio e Paulo Roberto Falcao giocheranno la partita per noi.