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I nostri avversari amatissimi: Germania

in onda venerdì 16 maggio 2014 ore 21:05

A Dortmund – in casa propria - i tedeschi non avevano mai perso. Mai, fino alla semifinale del Mondiale di Calcio 2006, quella contro l’Italia che per gli azzurri fu l’anticamera del trionfo. In panchina c’era Marcello Lippi che “Sfide – I nostri amatissimi avversari” ha raggiunto in Cina, dove l’ex ct della Nazionale ha continuato a essere un allenatore vincente.

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Nella puntata dedicata alla rivalità con la Nazionale tedesca, Lippi rievoca l’ultima grande impresa italiana e racconta l’alchimia che portò gli azzurri a battere i padroni di casa. Insieme alla sua, le testimonianze di Cannavaro, Buffon, Materazzi, Gilardino, Perrotta, Grosso, Zambrotta, e Albertini, allora vice-commissario della Figc, ricostruiscono il clima di quei giorni, piuttosto ostile nei confronti degli italiani, ricordando come la forza del gruppo sia stata superiore a qualsiasi avversità, in un momento in cui il calcio italiano – squassato da Calciopoli - sembrava non avere speranze.

Le sfide con i tedeschi sono la storia del calcio azzurro e scandiscono momenti incancellabili della nostra vita: «Italia - Germania 4 a 3» è diventata persino un’espressione di uso comune e “Sfide” la rivive con i “ragazzi” di quella notte dell’Atzeca a Mexico ’70:  Albertosi, De Sisti, Mazzola, Cera, Riva, Burgnich, Boninsegna e i tedeschi ancora un po’ arrabbiati come Schnellinger, Seeler e Overath. Ma è anche l’occasione per capire davvero chi ideò la staffetta Mazzola - Rivera.

C’è, poi, la vittoria delle vittorie: Spagna ’82, la finale di Madrid, il «vecio» Bearzot portato in trionfo. Il ricordo è affidato a tutti i protagonisti del Bernabeu, ma l’obiettivo è anche su una scelta che contribuì a cementare la squadra: il silenzio stampa. A “Sfide” nNe parla proprio il giornalista che scatenò la polemica con un suo pezzo contestato dagli azzurri.

Infine, la sfida più recente, quella degli Europei 2012: due a uno per l’Italia,  doppietta di Balotelli. La raccontano i protagonisti ancora oggi in attività, come Montolivo, Buffon e Diamanti.

ADortmund – in casa propria - i tedeschi non avevano mai perso. Mai, fino alla semifinale del Mondiale di Calcio 2006, quella contro l’Italia che per gli azzurri fu l’anticamera del trionfo. In panchina c’era Marcello Lippi che “Sfide – I nostri amatissimi avversari” – il programma condotto da Alex Zanardi, in onda venerdì 16 maggio alle 21.05 su Rai3 - ha raggiunto in Cina, dove l’ex ct della Nazionale ha continuato a essere un allenatore vincente. Nella puntata dedicata alla rivalità con la Nazionale tedesca, Lippi rievoca l’ultima grande impresa italiana e racconta l’alchimia che portò gli azzurri a battere i padroni di casa. Insieme alla sua, le testimonianze di Cannavaro, Buffon, Materazzi, Gilardino, Perrotta, Grosso, Zambrotta, e Albertini, allora vice-commissario della Figc, ricostruiscono il clima di quei giorni, piuttosto ostile nei confronti degli italiani, ricordando come la forza del gruppo sia stata superiore a qualsiasi avversità, in un momento in cui il calcio italiano – squassato da Calciopoli - sembrava non avere speranze.

Le sfide con i tedeschi sono la storia del calcio azzurro e scandiscono momenti incancellabili della nostra vita: «Italia - Germania 4 a 3» è diventata persino un’espressione di uso comune e “Sfide” la rivive con i “ragazzi” di quella notte dell’Atzeca a Mexico ’70:  Albertosi, De Sisti, Mazzola, Cera, Riva, Burgnich, Boninsegna e i tedeschi ancora un po’ arrabbiati come Schnellinger, Seeler e Overath. Ma è anche l’occasione per capire davvero chi ideò la staffetta Mazzola - Rivera.

C’è, poi, la vittoria delle vittorie: Spagna ’82, la finale di Madrid, il «vecio» Bearzot portato in trionfo. Il ricordo è affidato a tutti i protagonisti del Bernabeu, ma l’obiettivo è anche su una scelta che contribuì a cementare la squadra: il silenzio stampa. A “Sfide” nNe parla proprio il giornalista che scatenò la polemica con un suo pezzo contestato dagli azzurri.

Infine, la sfida più recente, quella degli Europei 2012: due a uno per l’Italia,  doppietta di Balotelli. La raccontano i protagonisti ancora oggi in attività, come Montolivo, Buffon e Diamanti.

A Dortmund – in casa propria - i tedeschi non avevano mai perso. Mai, fino alla semifinale del Mondiale di Calcio 2006, quella contro l’Italia che per gli azzurri fu l’anticamera del trionfo. In panchina c’era Marcello Lippi che “Sfide – I nostri amatissimi avversari” – il programma condotto da Alex Zanardi, in onda venerdì 16 maggio alle 21.05 su Rai3 - ha raggiunto in Cina, dove l’ex ct della Nazionale ha continuato a essere un allenatore vincente. Nella puntata dedicata alla rivalità con la Nazionale tedesca, Lippi rievoca l’ultima grande impresa italiana e racconta l’alchimia che portò gli azzurri a battere i padroni di casa. Insieme alla sua, le testimonianze di Cannavaro, Buffon, Materazzi, Gilardino, Perrotta, Grosso, Zambrotta, e Albertini, allora vice-commissario della Figc, ricostruiscono il clima di quei giorni, piuttosto ostile nei confronti degli italiani, ricordando come la forza del gruppo sia stata superiore a qualsiasi avversità, in un momento in cui il calcio italiano – squassato da Calciopoli - sembrava non avere speranze.
Le sfide con i tedeschi sono la storia del calcio azzurro e scandiscono momenti incancellabili della nostra vita: «Italia - Germania 4 a 3» è diventata persino un’espressione di uso comune e “Sfide” la rivive con i “ragazzi” di quella notte dell’Atzeca a Mexico ’70:  Albertosi, De Sisti, Mazzola, Cera, Riva, Burgnich, Boninsegna e i tedeschi ancora un po’ arrabbiati come Schnellinger, Seeler e Overath. Ma è anche l’occasione per capire davvero chi ideò la staffetta Mazzola - Rivera.
C’è, poi, la vittoria delle vittorie: Spagna ’82, la finale di Madrid, il «vecio» Bearzot portato in trionfo. Il ricordo è affidato a tutti i protagonisti del Bernabeu, ma l’obiettivo è anche su una scelta che contribuì a cementare la squadra: il silenzio stampa. A “Sfide” nNe parla proprio il giornalista che scatenò la polemica con un suo pezzo contestato dagli azzurri.
Infine, la sfida più recente, quella degli Europei 2012: due a uno per l’Italia,  doppietta di Balotelli. La raccontano i protagonisti ancora oggi in attività, come Montolivo, Buffon e Diamanti.